L’influenza araba nella letteratura medioevale italiana ed europea

Zecchin Vittorio - mille e una notteNell’attualissima problematica del rapporto tra oriente ed occidente, in maniera particolare tra cultura cristiana e islamica, la letteratura medioevale può farci da maestra illustrandoci un rapporto profondo tra due mondi apparentemente in contrasto, ma che in essa – così come in altre discipline– si sono profondamente influenzate. Con questo vorrei ripercorrere un frammento della letteratura medievale tale che riesca a testimoniare quanto la contaminazione tra oriente ed occidente abbia dato vita a numerosi capolavori culturali.

Le mille e una notte di Istanbul - Itala GaspariniIn tutto l’alto Medioevo la civiltà islamica, oltre che rappresentare un modello culturale di alto prestigio, in Spagna ed in Sicilia si mescolava continuamente alla cultura cristiana. Per secoli vi fu un terreno comune di incontro e scontro, di attrazione e di repulsione (ricordiamo la fermata degli arabi a Poitiers di Carlo Martello, la cacciata dalla Sicilia da parte dei Normanni, e le successivamente le Crociate). Però, mentre la cultura cristiana era essenzialmente simbolica e spirituale, quella islamica era molto più concreta e materiale, quindi più disposta allo studio oggettivo dei fenomeni. E’ da quest’atteggiamento che derivano i grandi progressi della cultura araba nel campo scientifico, medico, geografico e matematico che fortemente influenzarono gli stessi campi della cultura latina.


La cultura araba influenzò in modo determinante la letterature europea ed italiana, in particolar modo la narrativa. Il genere novellistico infatti nacque in Spagna, attraverso la traduzione in latino di opere arabe già dotate di due caratteri tipici del futuro racconto in lingua romanza ed italiana: sto parlando dell’uso della prosa e della cornice. Fra i numerosi testi tradotti in latino tra il XII e XIII secolo, il più sensazionale di tutti è la famosissima raccolta delle novelle arabe orientali Le mille e una notte, che penetrarono nella cultura occidentale in maniera preponderante.

Vittorio Zecchin - MillenotteLe mille e una notte è una raccolta di novelle di varia origine (indiana, persiana, araba) scritte in arabo. Il testo ha una storia complessa: la più antica testimonianza risale al XII secolo in Egitto: qui le novelle erano recitate in piazza e nei quartieri popolari del Cairo, dai cantastorie che attiravano molto pubblico. Circolarono nella Spagna araba, penetrando successivamente in Francia, influenzando infine la novellistica europea ed italiana fino a Boccaccio. I racconti, inseriti in una cornice dove Shahrazade, condannata a morte dal sultano, riesce a rimandare di giorno in giorno il proprio atroce destino, intrattenendo il suo aguzzino con i suoi racconti per mille ed una notte, ottenendo così il suo perdono ed il suo amore. I racconti possono essere divisi in tre gruppi: quelli di origine indiana, quelli di origine musulmana e quelli (più numerosi) di origine egizia.

P.Pasolini Le mill e una notteLa raccolta delle mille ed una notte è una testimonianza esemplare della vita sociale dell’Oriente islamico del Tardo Medioevo. La visione del mondo è quella di un islamismo ingenuo, con frequente ricorso al magico e alla superstizione. Questo testo influenzò anche i secoli avenire: soprattutto l’Illuminismo, il Romanticismo (con il gusto per l’esotico), il Novecento (in versione decadentista). In tempi più recenti è doveroso ricordare la lettura moderna del grande Pier Paolo Pasolini in una trilogia cinematografica che comprende anche e non a caso il Decamerone e i Racconti di Canterbury di Chaucer.

Dalla letteratura  possiamo imparare che le contaminazioni producono arte, bellezza e cultura. Dalla letteratura possiamo imparare l’apertura al diverso, l’accoglienza del nuovo, e la bellezza dell’integrazione.

Suania Acampa

FONTI

R.Luperini, P.Cataldi, L.Marchiani. La scrittura e l’interpretazione. Storia ed Antologia della letteratura italiana nel quadro della civiltà europea. Palumbo Editore, Firenze.

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