Immigrati: dov’è finita l’Europa dell’ Illuminismo?

ca7eaa63d7514a69b64454200a7fbad9Benché avesse origini nell’antica Grecia, l’uso del termine “cosmopolitismo” si diffuse in Europa soprattutto durante l’Illuminismo. 

Ciò che caratterizza specificatamente il cosmopolitismo settecentesco si ritrova nella critica del concetto di patria:  il cosmopolitismo infatti si oppone al fanatismo nazionalistico. Al patriota viene confezionato un ideale che raffigura tutti gli altri uomini come suoi nemici mentre per il cosmopolita la patria è semplicemente un concetto relativo in cui si identifica lo Stato quando assicuri ai cittadini libertà e felicità. Citando Benjamin Franklin possiamo racchiudere questo ideale illuminista in un’unica frase: “Dove c’è libertà, quella è la mia patria”.

Nella seconda metà del XVIII secolo, l’ideale del cosmopolitismo è estremamente diffuso, Christoph Martin Wieland – scrittore, poeta, editore e traduttore illuminista tedesco – scrisse: «[i cosmopoliti] considerano tutti i popoli della terra come rami di un’unica famiglia, e l’universo uno Stato nel quale essi si trovano insieme ad altri innumerevoli concittadini per promuovere la perfezione del tutto sotto le leggi universali della natura». 

Ed oggi? Dov’è finita l’Europa dell’Illuminismo? E’ finita morta ammazzata dalle strumentalizzazioni sul fenomeno migratorio e dall’ostilità della politica nei confronti degli immigrati.

unhcr-5Oggi il vecchio continente porta altri quaranta morti sulla coscienza, da aggiungere ai 1.754 morti nel Mediterraneo dall’inizio del 2015.  Le immagini dell’arrivo di questi barconi sono forti ed emotivamente coinvolgenti, barconi pieni di persone che sono state troppo spesso percepite – per il modo con cui i media ne hanno parlato – come problemi e non come esseri umani che scappano da sistemi non democratici cercando libertà, come appunto sta accadendo nel Mediterraneo.  Un’ostilità che si è rivelata feroce nel paese culla del secolo dei lumi: la Francia, la quale – in barba al Trattato di Schengen – ha deciso di chiudere la frontiera. Uno strano comportamento, considerando che secondo uno studio pubblicato dalla rivista “La France Africaine” nel 2000, ben il 13% della popolazione francese è di origine nordafricana e africana, percentuale oggi sicuramente più alta, parlo di una grossa fetta della popolazione che vive, lavora e paga le tasse al paese illuminista. 

Il Professor Patrick Weil, direttore di Ricerca all’Istituto CNRS francese, grandissimo esperto di immigrazione ed emigrazioni afferma che: “[gli immigrati] anche se si trovano in una situazione irregolare, se sono quindi illegali, hanno diritti – per esempio rispetto alla giustizia, al presentarsi in tribunale per difendere il loro status, all’essere curati se si ammalano, alla scuola per i figli -, finché si trovano sul suolo dei nostri Stati. Questi diritti sono una sorta di obbligo morale per i nostri Stati democratici.”  Il “no” secco e deciso all’accoglienza, è stato dato anche da Gran Bretagna, Ungheria e Polonia. emergenza-immigrazione-744x445

Allora perché l’Italia dovrebbe accogliere gli immigrati?  A prescindere dal dovere morale e dalle convenzioni firmate dopo la Seconda Guerra Mondiale, secondo i dati Istat, il calo delle nascita italiano è al livello minimo dall’Unità d’Italia. Cinquemila neonati in meno nel 2014 rispetto all’anno precedente, Demograficamente, l’Italia cresce soltanto grazie agli immigrati. Il quadro demografico tracciato dall’Istat nel 2014, rivela l’insufficienza – del tasso di natalità – a garantire il necessario ricambio generazionale.

Se non vogliamo che questo paese, oltre ad essere tomba politica e culturale, sia anche tomba sul livello cittadino, apriamo le porte agli immigrati, accogliamoli, regolarizziamoli, facciamoli godere di diritti e doveri, facciamo lavorare dignitosamente e pagare le tasse, facciamoli fare figli…figli italiani che ci aiutino a noi estinguerci. 

Suania

FONTI:

ISTAT

REPUBBLICA

CORRIERE

TRECCANI

 

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One thought on “Immigrati: dov’è finita l’Europa dell’ Illuminismo?

  1. Il concetto di cosmopolitismo è stato, per me, il massimo prodotto intellettivo dell’animo umano. Molto spesso viene sottovalutato e sta praticamente scomparendo, causando chiusura mentale e regressione sociale. Il mio posto è il mondo e tu sei mio fratello

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